Angelo3Chiara

Noi che insieme scoprimmo per caso l’amore per la montagna, vorremmo condividere con voi le nostre emozioni e le rare bellezze che in essa incontriamo

Poker Lecchese al Monte Coltignone m.1479

Questo inizio gennaio 2022 con pochissima neve ci dà l’opportunità di girovagare su cime alternative e scoprendo nuovi sentieri, oggi  torniamo in quel di Lecco per raggiungere il Monte  Coltignone, passando per il Monte San Martino e il Corno di Medale. Ore 8.00, in compagnia dell’amico Angelo parcheggiamo l’auto a Rancio, per l’esattezza in via Quarto, da qui seguendo le indicazioni prendiamo da prima la strada asfaltata che sale ripida, una volta ai cartelli, il sentiero che porta al monte San Martino; l’intenzione era quella di andare a prendere il sentiero dei Pizzetti ma non avendo trovato indicazioni saliamo dal sentiero normale, dove d un certo punto troviamo un cartello con la dicitura “Variante attrezzata – la Vergella – impegnativo”, incuriositi seguiamo l’indicazione. Ore 8,45 giungiamo alla base di una parete di circa 5 metri attrezzata con una catena… interessante! Ci guardiamo e sorridendo iniziamo la salita abbastanza verticale, ma con l’aiuto delle catene la superiamo facilmente, ancora alcune rocce poi ci troviamo su di un belvedere: le nuvole basse in cui ci troviamo immersi oggi, lasciano qualche spiraglio, e come per magia si intravediamo il sole… spettacolo! Foto e poi continuiamo… per traccia e con qualche passaggio su roccette arriviamo alla Cappella della Madonna del Carmine al San Martino dove il sole ci accoglie, regalandoci una vista unica, sono le ore 9.10, da qui proseguiamo ora per il sentiero “Silvia”e in circa 30 minuti no-stop arriviamo alla prima cima di oggi: il Monte San Martino m.1090! Fa freddo ma il sole splende in cielo e con i suoi raggi ci scalda un pochino, il panorama è fantastico con queste nuvole basse: Lecco con il suo lago e tutte le sembre belle cime attorno. Piccola pausa con thè e snack poi si riprende il cammino… dopo un di scambio di opinioni decidiamo di non salire il Corno Regismondo che ci eravamo prefissati, puntando al Corno Medale, così seguendo il sentiero con attenzione arriviamo alla croce del Corno Medale m.1029. Fantastico! L’ambiente cambia completamente: le nuvole ci avvolgono completamente, regalandoci  qualche scatto particolare, pochi minuti poi si torna indietro a prendere il sentiero n.59 denominato sentiero “GER”… già percorso in passato, a distanza di alcuni anni ci lascia ancora stupiti dal suo ambiente selvaggio, ripido con passaggi suggestivi che con l’aiuto di qualche catena superiamo. Ore 11.30 siamo in cima al Monte Coltignone m.1479: imponente cima con i suoi versanti particolarmente scoscesi da dove siamo saliti noi, invece all’opposto una piacevole e facile camminata che in breve porta ai Piani dei Resinelli. Troviamo molta gente così dopo la foto di vetta ci defiliamo e sostiamo per pranzare con la vista del Moregallo, il lago e tutte le cime del Triangolo Lariano. Dopo circa 20 minuti ripartiamo alla volta dei Piani dei Resinelli seguiamo  il sentiero alto fino alla Cima Paradiso o Cima Calolden m.1459, raggiungendo così la nostra quarta cima di oggi, adesso seguendo la pista in discesa diretti fino alla strada dove sorge il Rifugio S.E.L. Rocca Locatelli: storico rifugio fondato nel 1908 dalla Società Escursionisti Lecchese ancora oggi un punto di riferimento per chi visita i piani dei Resinelli, nel piazzale un grande cartello indica Val Calolden: definita “L’antica via dei pionieri dello sci e dell’arrampicata”, percorsa per raggiungere i Piani dei Resinelli prima della costruzione della carrozzabile che sale da Ballabio nel 1936. Così seguendo il cartello scendiamo attraversando questa antica valle ricca di storia, in circa un’ora giungiamo nei pressi dell’antichissimo Ponte della Gallina per le ore 13.30.  Da qui, per raggiungere l’auto seguiamo la via Paolo VI e dopo una sosta al cimitero monumentale di Laorca raggiungiamo la nostra auto per le ore 14.30.

Splendido giro su cime non elevate, dove nella prima parte troviamo ripide pareti e canali selvaggi attrezzati con catene, poi una volta ai Piani dei Resinelli il viaggio prosegue semplice attraverso i luoghi dove gli uomini e le donne cento anni fa, scrivevano la storia dell’alpinismo Lecchese e non solo.

 

 

 

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