Angelo3Chiara

Noi che insieme scoprimmo per caso l’amore per la montagna, vorremmo condividere con voi le nostre emozioni e le rare bellezze che in essa incontriamo

Monte San Primo m.1682 dalla Cresta sud-ovest

Chi più in alto sale, più lontano vede. Chi più lontano vede, più a lungo sogna. Recita così una famosa frase del grande Walter Bonatti e noi così abbiamo fatto! Salendo sul Monte Preaola a novembre osserviamo il Monte San Primo da una prospettiva inusuale che ci ha fatto sognare… guardando la montagna notiamo quella cresta centrale che porta dritta in cima e con la naturale voglia di scoprire, iniziamo a pensare che un giorno avremmo salito il monte proprio da lì. Nei mesi successivi informandoci qua e là scopriamo che un sentiero la percorre… a quel punto mancava solo il momento giusto! L’inverno passa, la neve si scioglie e noi piombiamo in un periodo di restrizioni… ma non molliamo e con coraggio pianifichiamo un bel giro che ci permette di salire al San Primo da quella cresta. Partiamo da casa!

4 APRILE

Pasqua 2021, il tempo tiene, il giorno successivo siamo a casa, la sera si può andare a letto presto, quindi non ci lasciamo scappare l’occasione. Ore 6.15 partiamo da casa, attraversiamo il paese nel buio del mattino presto, qualche luce accesa nelle case di qualche mattiniero, dopo il caldo dei giorni scorsi oggi sembra cambiato: fa freddo… Incontriamo il papà di Angelo che di buon ora porta a spasso Sissi: ci salutiamo e ci auguriamo la buona Pasqua, poi riprendiamo il cammino: veloci raggiungiamo la Bocchetta di Palanzo per il sentiero che ben conosciamo, nel mentre l’alba e la luce fanno la loro comparsa. Ci copriamo perché soffia un vento freddo, dopo essere passati per il Rifugio Riella raggiungiamo la Bocchetta di Nesso. Breve sosta, poi scendiamo verso la Bocchetta del Sciff per la strada sterrata… Il cielo è molto coperto, fa freddo e da qui in poi l’incognita della scoperta di nuovi sentieri e luoghi ci motiva ancora di più. Scendiamo per un bel sentiero attraversando una faggeta fino ad un bivio, dove seguendo le indicazioni a destra, arriviamo ai Piani di Nesso. Che posto! Sempre visto dall’alto, ora lo attraversiamo a piedi… troviamo dei cartelli nei pressi della Chiesetta degli Alpini che ci indicano la strada asfaltata come direzione giusta, però noi indecisi non vorremmo percorrerla, nel mentre arriva un signore con il suo cane che uscendo di casa ci è venuto incontro (è la seconda persona che incontriamo da quando siamo partiti). Chiediamo informazioni su un percorso alternativo… niente percorso alternativo e per sicurezza seguiamo le indicazioni, salutiamo e riprendiamo. Ore 9.30, seguendo l’asfalto scendiamo, poi risaliamo e con un po’ di senso dell’orientamento arriviamo al Pian del Tivano, bene!! Troviamo anche i cartelli con indicazione Monte San Primo 2 ore e 10 minuti. Qui sostiamo per mangiare qualcosa e sorseggiare un thè caldo, siamo proprio alla fine del Piano a bordo strada seduti su alcuni sassi in compagnia di cavalli e asini che pascolano in un recinto. Il cielo sembra aprirsi, ogni tanto il sole sbuca dalle nuvole ma l’aria  sempre fresca. La desolazione regna sovrana: a parte qualche ciclista e qualche sporadica auto che passa non c’è nulla… solo noi seduti su quei sassi e i cavalli alle nostre spalle!! Dopo questo momento da film sulla fine del mondo, ripartiamo per cercare il sentiero che porta in vetta al Monte San Primo, seguiamo l’asfalto, i cartelli e dopo quasi 45 minuti finalmente imbocchiamo il sentiero! Il cammino indica San Primo – Cresta sud ovest. Sicuri di essere nel posto giusto, gasati e in forma ci addentriamo nel bosco, lo attraversiamo e ad un certo punto, una volta fuori e dopo un breve percorso a zig zag, ci troviamo sulla cresta!! Spettacolo!! Il sogno si sta avverando. Piano piano saliamo e in un breve ma lungo momento siamo in vetta!! Alle ore 12.00, dopo quasi 6 ore siamo in cima al San Primo per la cresta sud-ovest partendo da Caslino d’Erba. Soli soletti ci congratuliamo per essere arrivati, di fronte a noi tutto il nostro lungo percorso e a sinistra quello che dobbiamo ancora fare, ma ora pensiamo a goderci il momento. Dopo le foto ci prendiamo una mezz’ora di riposo mangiando al sole caldo che ci coccola dinanzi a un gran panorama: tante nuvole riempiono il cielo con i colori delle cime che lo contrastano, il giallo dell’erba secca, la neve a nord e il Lago di Como che da quì regala uno scorcio unico. Però la strada è ancora lunga… dobbiamo rimetterci in cammino:  ore 12.30 iniziamo il viaggio di ritorno. Seguiamo il sentiero che porta in Colma, veloci scendiamo ammirando il paesaggio che non stanca mai, passiamo per l’Alpe di Terrabiotta poi per l’Alpe Spessola, la Bocchetta del Bosco ed infine arriviamo alla Colma di Sormano. Un’ora e mezza filata, dove abbiamo incontrato le uniche persone di tutta la giornata (lunga), circa una decina tra bikers ed escursionisti… qui sostiamo una decina di minuti, ci togliamo le scarpe e seduti dietro all’osservatorio ci riposiamo. Ore 14.10 ripartiamo, ci attende una lunga cavalcata che ci porta in vetta alla cima del Monte Palanzone m.1432, che raggiungiamo in circa 2 ore dalla Colma passando dalla Bocchetta di Caglio poi per cresta passando dal Monte Bul, arriviamo finalmente alla piramide del Palanzone. Non abbiamo incontrato nessuno! E anche qua in cima da soli… bello ma strano! Ci riposiamo alcuni minuti… poi giù in “picchiata” fino a Caslino, la stanchezza si fa sentire e con attenzione percorriamo l’ultimo tratto di sentiero, che in circa 1 ora e 30 ci porta a casa! Ce l’abbiamo fatta!! Che gioia, stanchi e soddisfatti attraversiamo il paese dove quasi 12 ore prima partivamo, 33 km di cammino alla scoperta dei luoghi che ci circondano, seguendo i nostri piccoli sogni. Un viaggio surreale, dove per le prime 6 ore abbiamo incontrato poche persone e dalla Colma a casa praticamente nessuno, con un meteo variabile dove le nuvole ci hanno regalato tante sfumature, e noi tante emozioni dove la più bella è stata il momento in cui ci siamo trovati sulla cresta sud-ovest che porta in cima al San Primo: lì in mezzo a quell’erba gialla, ripida dove alle nostre spalle ci sono i Piani di Nesso “appena” attraversati e le cime dietro tra cui il monte Preaola che ci ha permesso di notare questa cresta. Fantastico!!!

Chi più in alto sale, più lontano vede. Chi più lontano vede, più a lungo sogna. E noi…continuiamo a sognare… in the mountains!

 

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