Angelo3Chiara

Noi che insieme scoprimmo per caso l’amore per la montagna, vorremmo condividere con voi le nostre emozioni e le rare bellezze che in essa incontriamo

Monte Resegone m.1875- Traversata per cresta da nord a sud

Queste sono quelle giornate che ci ricorderemo e che ci piace raccontare, una giornata intensa con una cavalcata a filo di cresta di una spettacolare montagna a noi cara dal profilo inconfondibile, a  forma di sega, o meglio resega da cui poi il nome Resegone. Finalmente dopo tanti rimandi affrontiamo la traversata che dal Passo del Giuff ci porta alla Passata salendo quasi tutte le cime di questa “resega”. Ore 6.45, parcheggiamo la nostra auto nei pressi della partenza della funivia per i Piani d’Erna, e con stupore troviamo il parcheggio con un bel numero di autovetture, forse dovuto alla recente riapertura delle ferrate Gamma 1 e Gamma 2. Ore 6.50 iniziamo il nostro cammino, fa già caldo, in maglietta ci addentriamo nel bosco, poi per strada asfaltata e poi per sentiero/mulattiera. Seguendo le indicazioni giungiamo ai Piani d’Erna per le ore 8.10, il sole sbuca da dietro al Resegone come a darci il benvenuto illuminando il nostro cammino… di buon passo proseguiamo fino a raggiungere il Passo del Giuff m.1518. Sono le ore 8.50, due orette no stop; breve pausa poi su a prendere la cresta per la nostra traversata. Saliamo seguendo la traccia tra rocce e sentiero fino a raggiungere la nostra prima cima di oggi: il Pizzo Morterone m.1752, l’estrema propaggine settentrionale del Resegone. Continuiamo in questo viaggio accompagnati da un sole caldo che subito ci mette in guardia sulla giornata di oggi. Proseguiamo con determinazione e dopo essere scesi, saliamo il Pan di Zucchero m.1758, poi giù e di nuovo e su salendo alla cima Pozzi m.1810 che raggiungiamo per le ore 9.50. Da qui con attenzione scendiamo fino all’uscita del Canale Bobbio dove incontriamo qualche escursionista e un ragazzo impegnato nella sua traversata opposta alla nostra con il quale ci scambiamo le nostre impressioni, dopo i saluti saliamo il Dente del Resegone dove troviamo l’uscita di una ferrata, arrivano due ragazzi e scambiando due chiacchere ci dicono essere la ferrata Gamma 2. La strada è ancora lunga e dopo aver saltato la Cima Manzoni saliamo alla Cima Stoppani m.1849 dove troviamo la piccola croce di colore rosso a sancire la vetta. Poi giù all’uscita del Canale Comera e su fino alla vetta del Monte Resegone, con la sua  massima elevazione la Punta Cermenati m.1875. Sono le ore 10.45 e siamo a metà dell’opera… forse! Così dopo le foto di vetta scendiamo al Rifugio Azzoni posto pochi metri sotto la vetta dove sorge anche il Bivacco Città di Lecco, per una pausa di circa 15 minuti dove ci rifocilliamo con  panino e birra seduti al sole pensando al resto del giro. Il sole splende, una leggera aria fresca ci regala un piacevole momento… osserviamo i diversi escursionisti, ognuno oggi con un suo obiettivo e noi in onore del nostro, ci rimettiamo in cammino. Ore 11.10, dopo 10 minuti siamo già su un’altra cima: la Torre di Val Negra m.1852. Il panorama da questa cima è indescrivibile, come del resto da tutte le cime fino ad ora… scendiamo e poi saliamo al Pizzo Daina m.1864, giù e ancora su al Pizzo Brumano m.1756. Che ambiente, selvaggio e poco frequentato, oltre a noi solo un altra persona intenta a scattare fotografie… nel mentre ammiriamo questa cima e in lontananza si odono le campane che suonano il mezzodì…  stanchi ma motivati proseguiamo al caldo di questo ultimo sabato di maggio anomalo scendendo fino al Passo dei Solitari. Il caldo diventato poco sopportabile ci obbliga ad una pausa all’ombra dell’omonima cima. Circa 15 minuti di riposo, una barretta e poi d’un fiato proseguiamo fino a raggiungere la Cima Piazzo m.1640 e subito alla Cima Quarenghi m.1636 dove troviamo la famosa targa in memoria di Giacomo Quarenghi, architetto valdimagnino di Rota Imagna. Che fatica! Passiamo dieci minuti scambiando due chiacchiere con una coppia sulle rispettive avventure di oggi,  sereni come se fossimo al bar in centro a bere un caffè… dopo i saluti iniziamo la discesa che con molta, molta attenzione ci porta a La Passata m.1244 per le ore 13.45, un luogo di interesse storico, qui è ancora presente un cippo di confine dello Stato di Milano risalente al XVIII secolo. Con soddisfazione sostiamo ad un tavolino del pressi del passo rifocillandoci, rilassati, finalmente visitiamo questo luogo a lungo sentito nominare e per noi affascinante quasi come le varie cime salite oggi. Dopo una sosta di 15 minuti riprendiamo il cammino facendo attenzione al sentiero da intraprendere, che in circa un’ora ci porta al Rifugio Alpinisti Monzesi. Prima di arrivare al Rifigio però alcune tracce di un passato ormai quasi dimenticato catturano la nostra attenzione, le miniere de La Passata, dove troviamo grotte e ruderi abbandonati e anche una torre. Dopo questa parentesi storica, arriviamo al Rifugio Alpinisti Monzesi m.1170, ore 14.45, quì la sosta è d’obbligo! Rilassandoci all’ombra  seduti ai tavolini del Rifugio, ci gustiamo un’ottima torta di noci con una bella birra fresca…  dai, manca poco!  Salutiamo il simpatico gestore e riprendiamo il cammino e dopo una faticosissima salita di circa 20 minuti arriviamo al Passo del Fò m.1294. Ci guardiamo attorno prima di prendere il sentiero giusto per non sbagliare e una volta intrapreso andiamo diretti  all’ultima tappa di oggi: il Rifugio Stoppani, che raggiungiamo in meno di un’ora. Breve sosta prima dell’ultimo tratto con una birra fresca a sigillo di questa impresa ormai giunta al termine… ultimi passi con il sole che ci ha accompagnato per tutto il giorno, in discesa verso il suo tramonto. E noi? Stanchi giungiamo alla macchina per le ore 16.50. Non ci sono parole, solo sensazioni, che si sommano tra loro in questo giorno lungo e faticoso dove il caldo non ha aiutato di certo ma con la giusta carica ed esperienza ce l’abbiamo fatta a compiere questo spettacolare giro!

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