Angelo3Chiara

Noi che insieme scoprimmo per caso l’amore per la montagna, vorremmo condividere con voi le nostre emozioni e le rare bellezze che in essa incontriamo

Monte Rotondo m.2496

Eccoci oggi in Valsassina, per la precisione a Premana m.1000, dove percorreremo la Val Faina alla volta del Monte Rotondo m.2496. Accettiamo la proposta dell’amico Gianni di salire questo monte, divide la Valsassina dalla Valtellina e conserva i resti della Prima Guerra Mondiale. Alle ore 7.30 parcheggio l’auto a Premana, e con Gianni partiamo direttamente dal paese. La giornata è limpida e calda, nessuna nuvola all’orizzonte, ci incamminiamo e ci inoltriamo nella Val Faina prendendo il sentiero che lentamente sale verso il primo Alpeggio, l’Alpe Rasga m.1090 che attraversiamo. Raggiungiamo il secondo alpeggio, l’Alpe Caprecolo m.1360. Da qui possiamo ammirare da lontano la cima del Monte Rotondo che in questa giornata sgombra di nuvole si fa vedere in tutta la sua maestosità, con la statua della Madonna a segnare la vetta. Qui incontriamo un amico di Gianni che salutiamo, e poi attraversando il gruppo di case scambiamo due chiacchiere con due ragazzi che si occupano di un branco di 12 mucche e circa 80 capre, fanno latte e formaggio, e hanno tutta la nostra ammirazione. Ci ripromettiamo che quando scendiamo compriamo il formaggio e le loro mozzarelle appena fatte… io ho già l’acquolina in bocca. Sono le ore 9.00 circa, li salutiamo e riprendiamo il nostro cammino con un sentiero in leggera salita che attraversa un torrente e ci permette di passare di fianco e ammirare un altro alpeggio, l’Alpe Fraina m.1395. Ora gli alpeggi sono finiti, inizia la vera e propria salita. Si tratta di una bella mulattiera in parte ripristinata con diversi tornanti che ci permette di salire fino alla Bocchetta di Stavello m.2201: durante questa salita incontriamo in gruppo di simpatici asinelli, e scorgiamo un paio di cervi in lontananza sul versante opposto. Ci fermiamo a buon punto dove stanno lavorando, da qui la mulattiera diventa sentiero, non è un lavoro facile tenendo presente che il sentiero è stretto e roccioso. In alcuni punti sono addirittura riusciti a recuperare i resti della vecchia mulattiera costruita durante la Guerra, con i suoi ciottoli e i sassi utilizzati allora. Ci fermiamo con i due amici di Gianni che stanno lavorando per dare la possibilità a tutti di poter salire questo monte, scambiamo due chiacchiere, e poi ripartiamo. Purtroppo ora il tempo inizia a cambiare, la nebbia va a coprire la cima, ma sono nuvole passeggere, quindi noi non ci scoraggiamo e continuiamo, il panorama da lassù è una meraviglia. Saliamo di quota, camminiamo e ci godiamo questi bei momenti in cui il verde delle valle intorno a noi ci piace e ci dà la carica per continuare. Arriviamo alla Bocchetta di Stavello per le ore 11.30, dall’altra parte vediamo dall’alto in tutta la sua bellezza la Val Gerola. Da qui il sentiero per arrivare in cima diventa più faticoso, possiamo ammirare i resti della Prima Guerra Mondiale, tra cui un fortino che attraversiamo perchè si trova proprio sul sentiero. Queste costruzioni facevano parte della Linea Cadorna, una barriera organizzata dall’omonimo Generale dell’esercito durante il conflitto per combattere l’avanzata dell’esercito austriaco. Curiosa anche la galleria scavata nella roccia che si affaccia sul versante opposto e permetteva ai soldati di controllare i nemici. Dalla Bocchetta in circa 40 minuti raggiungiamo la cima, e siamo fortunati perchè le nubi in questo momento si sono diradate, e ci permettono di vedere il panorama in tutto il suo splendore, apparte qualche cima laterale purtroppo, che rimarrà coperta durante tutta la nostra permanenza in vetta. Qui la meravigliosa statua in bronzo della Madonna domina le due valli. Scattiamo qualche foto, selfie di vetta, mangiamo qualcosa, e purtroppo a breve iniziano a salire le nebbie e la temperatura cala, decidiamo di scendere. Ripassiamo il sentiero fino alla Bocchetta, e poi giù fino all’Alpe Caprecolo, prima però salutiamo gli amici di Gianni che nel frattempo non si sono fermati e stanno continuando a lavorare per ripristinare la mulattiera. Arriviamo all’alpeggio per le ore 15.30 circa con molta calma, e qui aspettiamo i due giovani proprietari del bestiame per acquistare il formaggio prodotto da loro e naturalmente mangiare subito la mozzarella fresca, che è spettacolare! Quindi con tranquillità rientriamo, in circa un’ora raggiungiamo il paese di Premana e quindi la nostra auto.

Ringrazio Gianni per questa piacevole giornata, in cui ho avuto modo di visitare una bella valle che non conoscevo, conoscere tante belle persone, e portare a casa dei prodotti caseari genuini che non avevo ancora assaggiato.

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percorso
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